La libertà non è un concetto scontato, e capirlo significa a volte dover guardare da vicino chi l’ha perduta. È questo il senso profondo del progetto “Dietro le sbarre”, l’iniziativa promossa dalla Caritas a cui il Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci aderisce con convinzione ormai da anni. Protagonisti di questa edizione sono stati gli studenti delle classi VA e VF, guidati dai professori Eleonora Prayer ed Emiliano Colombi. Il progetto non si è limitato a una semplice visita, ma ha rappresentato un vero percorso di consapevolezza. In una prima fase preparatoria, gli alunni hanno incontrato in classe Rachele Franceschi, operatrice della Caritas, che ha illustrato la complessa situazione delle carceri italiane, fornendo dati e contesti necessari per superare i pregiudizi che spesso circondano il mondo della detenzione. Il momento culminante è stato però l’ingresso nella casa circondariale San Giorgio di Lucca. Un’esperienza forte, che ha permesso ai ragazzi di varcare quella soglia che separa la città libera dal mondo “chiuso”. Accolti dalla Direttrice della struttura, gli studenti hanno potuto conoscere l’articolata macchina organizzativa che ruota attorno al detenuto. Non solo la Polizia Penitenziaria, garante della sicurezza, ma tutto il personale che opera per il fine rieducativo della pena: medici, infermieri, psicologi ed educatori. Un coro di voci che ha spiegato come il carcere non debba essere solo un luogo di punizione, ma uno spazio di cura e di possibile reinserimento sociale. Il momento più toccante dell’intera giornata è stato il confronto diretto con chi il carcere lo vive quotidianamente. I detenuti hanno aperto il loro mondo agli studenti, raccontando senza filtri la durezza della vita privata della libertà, la nostalgia per gli affetti e la difficoltà di ricostruire un’identità dietro le sbarre. A rendere ancora più tangibile l’esperienza è stata la visita ad alcune celle. Osservare quegli spazi angusti e le dinamiche della routine carceraria ha permesso ai giovani visitatori di comprendere appieno il peso del tempo e della reclusione. Il Liceo Barsanti e Matteucci conferma così la sua vocazione di scuola aperta al sociale, capace di stimolare nei propri ragazzi un pensiero critico e una sensibilità civile fuori dal comune. Un ringraziamento speciale va alla comunità del San Giorgio e alla Caritas per aver permesso, ancora una volta, di abbattere — almeno per un giorno — i muri del pregiudizio.
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