Quest’anno è stato proposto alle scuole un progetto molto importante da parte della Regione Toscana a cui il nostro liceo ha aderito. Sono stati scelti nove ragazzi che rappresentassero la nostra scuola in questo viaggio della memoria: Allegra Caccia VA, Lorenzo Serafini VA, Anna Cervelli V B Gregorio Giannecchini VC, Sofia Favazza VC, Sami Bertilotti VF, Tommaso Balloni VG, Leonard Poka VG, Giulia Cerù VI, accompagnati dal professore Sergio Nacinovich. Il progetto nasce dall’idea di Ugo Caffaz che nel 2002 fece partire la prima edizione organizzata dalla Regione Toscana; in questi 24 anni ha mantenuto vivo l’impegno di diffondere la memoria tra le generazioni più giovani, facendo sì che la coscienza storica della Shoah non andasse persa. Dopo l’interruzione dovuta al Covid19 nel marzo scorso abbiamo avuto l’opportunità di salire a bordo come rappresentanti del nostro liceo. Partendo simbolicamente dal binario 16 della Stazione di Santa Maria Novella – binario da cui partivano i convogli diretti ai campi durante le deportazioni degli anni 40 – il 23 Marzo abbiamo iniziato il nostro viaggio che sarebbe durato 18 ore, ore che ci hanno permesso di iniziare a conoscerci. Già durante la prima serata è iniziato il nostro percorso di sensibilizzazione grazie ad un laboratorio organizzato da associazioni che promuovono l’antifascismo da tanti anni. (tra cui ANFIM, Associazione nazionale famiglie italiane martiri, ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Nei giorni successivi siamo stati guidati all’interno dei complessi di Auschwitz I e II-Birkenau dove inoltre abbiamo avuto l’onore di partecipare a commemorazioni proposte dalle delegazioni presenti; momenti di forte impatto e coinvolgimento. Il Treno della Memoria non è un semplice viaggio ma un percorso che accompagna i partecipanti tramite varie esperienze, sia in preparazione alla partenza che durante il viaggio, nello sviluppo di una coscienza più profonda e evoluta che poi si tenterà di diffondere tramite attività di restituzione. vissuto. In particolare, la nostra delegazione, formata da circa 500 membri, ha avuto il piacere di assistere ad un’intervista delle sorelle Bucci e anche ad un concerto di musica romanì. Oltre alle visite ai campi di concentramento abbiamo anche visitato la città e il ghetto ebraico di Cracovia, con le sue sinagoghe. Questa iniziativa, pensata in particolare per le scuole, risulta particolarmente efficace dal momento che ci mette nella condizione di condividere le nostre impressioni e sensazioni all’interno di un gruppo ampio e motivato, spronando inoltre la creazione di relazioni interpersonali. Ripensando a ciò che abbiamo vissuto e ascoltato, mi rendo conto che l’incontro con le sorelle Bucci non è stato soltanto un momento di approfondimento storico, ma un’esperienza capace di lasciare un segno profondo. La loro testimonianza ci ha mostrato quanto la memoria non sia un semplice ricordo del passato, ma un impegno che riguarda il presente e il futuro, essa non serve solo a ricordare ciò che è accaduto, ma a riconoscere i segnali dell’odio quando iniziano a riemergere, spesso in forme sottili. E ci hanno ricordato che il silenzio, l’indifferenza o la superficialità possono essere pericolosi quanto la violenza stessa. Porto con me l’immagine di Andra che, con estrema semplicità, ci mostra il numero tatuato sul braccio e poi, un attimo dopo, scherza sulla sorella che non la chiama mai. In quel gesto c’è tutto: il dolore, la sopravvivenza, la vita che continua nonostante tutto. È forse questa la lezione più grande che ci hanno lasciato: che la memoria non è solo un dovere, ma anche un atto d’amore nei confronti di chi non è tornato e verso chi verrà dopo di noi. Ed è per questo che, tornando a casa, mi sono reso conto che la frase “La vita è bella” non è solo un titolo o un messaggio di speranza: è un impegno, un impegno a difendere la dignità umana, a riconoscere i segnali dell’odio quando iniziano a insinuarsi nella società, a non restare indifferenti.
Leonard Poka VG
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