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“Siate il modello di voi stessi”: De Rosa e la forza della comunicazione non verbale

Incontro toccante tra gli studenti e lo scrittore autistico non verbale. Un invito coraggioso ad amarsi e a cercare la felicità nell'autenticità.

Utente Redazione

da Redazione

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Gli studenti del Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci protagonisti di un incontro che ha scardinato pregiudizi e ridefinito il concetto stesso di comunicazione. Ospite d’eccezione lo scrittore e giornalista Federico De Rosa, che insieme a due studenti autistici non verbali provenienti da un altro istituto, ha dato vita a un dialogo di rara intensità. Un incontro che non ha avuto bisogno di voci sonore per farsi sentire, ma che ha vibrato attraverso la forza del pensiero e della tecnologia. In un’epoca dominata dalla velocità e dal rumore, la palestra del Liceo ha adottato un ritmo lento, quasi meditativo. Ma non si è trattato di un vuoto: è stato il tempo necessario affinché la profondità prendesse forma. Gli studenti del liceo hanno posto domande su ogni aspetto dell’esistenza — dal giornalismo al lavoro, dalla scuola fino ai massimi sistemi — e la risposta è arrivata attraverso lo schermo di un PC. La domanda veniva digitata, e poi, uno alla volta, De Rosa e i suoi compagni rispondevano scrivendo. Un processo che ha trasformato l’attesa in rispetto, permettendo ai ragazzi del Barsanti e Matteucci di ascoltare con gli occhi e con il cuore. Il cuore pulsante della conferenza è stato il messaggio di De Rosa sul senso della vita. Lungi dall’essere una lezione accademica, è stato un invito prepotente all’auto-accettazione. “Non cercate di assomigliare agli altri –  ha sottolineato De Rosa -. Il modello di vita deve essere se stessi”. Lo scrittore ha parlato dell’importanza di amarsi profondamente, esortando i giovani a eliminare le “zavorre” — quel superfluo che spesso ci distrae dall’essenziale — per imparare a godersi la vita per ciò che offre, senza filtri o maschere. Un richiamo alla libertà individuale che ha visibilmente emozionato la platea, colpita dalla lucidità di chi vive in una condizione di apparente isolamento comunicativo ma possiede una visione del mondo limpidissima. L’evento è stato fortemente voluto dalla dirigente scolastica Silvia Barbara Gori e organizzato dalla professoressa Daniela Elicio, Funzione Strumentale BES dell’istituto, con l’obiettivo di abbattere le barriere della percezione sulla disabilità. L’entusiasmo e il coinvolgimento degli studenti hanno dimostrato che, quando il messaggio è autentico, non servono grida per arrivare a destinazione. Gli alunni del Barsanti e Matteucci sono usciti dall’aula con una consapevolezza nuova: la felicità non è una formula standard, ma un percorso personalissimo che inizia dal coraggio di essere, semplicemente, se stessi.

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