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	<title>iniziative Archivi - Liceo Barsanti e Matteucci</title>
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		<title>Un successo per il progetto Beach Volley</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:24:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando lo sport incontra la scuola, il risultato è un’ondata di entusiasmo travolgente. Lo sanno bene gli studenti del Liceo Scientifico &#8220;Barsanti e Matteucci&#8221;, che nei giorni scorsi  hanno scambiato le tradizionali aule scolastiche e i parquet delle palestre con la sabbia e il sole della spiaggia viareggina. Ha riscosso un successo straordinario, infatti, il progetto interamente dedicato al Beach Volley, promosso dal Dipartimento di Scienze Motorie dell&#8217;istituto. L&#8217;iniziativa, nata con l&#8217;obiettivo di diversificare l&#8217;offerta sportiva e favorire la socializzazione all&#8217;aria aperta, è stata fortemente voluta e coordinata dalle professoresse Barbara Bianchi e Maria Rosaria Perrino.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-4397 alignright" src="https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10-300x110.jpeg" alt="" width="300" height="110" srcset="https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10-300x110.jpeg 300w, https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10-1024x376.jpeg 1024w, https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10-150x55.jpeg 150w, https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10-768x282.jpeg 768w, https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10-1536x563.jpeg 1536w, https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10-600x220.jpeg 600w, https://www.liceobarsantimatteucci.it/wp-content/uploads/2026/06/beach10.jpeg 1606w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla loro determinazione e cura organizzativa, i ragazzi hanno potuto approcciarsi a una disciplina complessa e affascinante, che unisce tecnica, resistenza fisica e forte spirito di squadra. Ciò che salta subito all&#8217;occhio è la risposta degli studenti: il progetto ha registrato una partecipazione massiccia e un gradimento altissimo da parte delle classi dello Scientifico. Ragazzi e ragazze di diverse età si sono messi in gioco con una sana competitività, dimostrando non solo ottime doti atletiche, ma anche una straordinaria voglia di stare insieme dopo gli anni complessi delle restrizioni. Tra bagher, schiacciate e tuffi sulla sabbia, le lezioni si sono trasformate in veri e propri momenti di festa dello sport, dove il fair play è stato il valore assoluto in campo.</p>
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		<title>Futuro e cultura: studenti a lezione di management delle biblioteche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 19:16:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studenti del Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci hanno preso parte al progetto &#8220;Le biblioteche per la scuola&#8221;. L’obiettivo, come sottolineato dal coordinatore Monsignor Giovanni Scarabelli è stato duplice: «Valorizzare il potenziale dei giovani e creare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli studenti del Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci hanno preso parte al progetto &#8220;Le biblioteche per la scuola&#8221;. L’obiettivo, come sottolineato dal coordinatore Monsignor Giovanni Scarabelli è stato duplice: «Valorizzare il potenziale dei giovani e creare un ponte concreto tra l’istruzione e il contesto territoriale». La biblioteca, infatti, è stata raccontata non solo come archivio fisico, ma come moderno centro di apprendimento e saperi condivisi, dove la tradizione del controllo bibliografico incontra la velocità della mediazione informatica. Nei giorni scorsi, nella sede dell’Accademia, si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati. La ex dirigente scolastica Nadia Lombardi, che ha curato il progetto, ha espresso profonda soddisfazione per l&#8217;approccio dei ragazzi: «È stato bello vedere gli studenti interessati ad argomenti complessi e non sempre noti, ma fondamentali per la cultura generale. Nonostante la tecnicità del management bibliotecario, gli alunni hanno seguito con estremo rigore e curiosità». Gli incontri hanno visto la partecipazione di docenti d’eccellenza tra cui: Tommaso Maria Rossi, Bianca Maria Cecchini, Sara Ercolani, e la dottoressa Amadei. Gli studenti hanno espresso unanime gradimento per un percorso che ne ha favorito l’orientamento professionale e culturale. Tra i partecipanti che hanno ricevuto il riconoscimento: Samuele Bonfiglio, Pietro Del Bucchia e Tommaso Buccheri (Classe IV A); Giulia Bucchi (Classe III C).  Alla cerimonia della consegna dei diplomi hanno partecipato anche le professoresse Irene Cinquni e Miriam Galvani, referenti della Formazione scuola lavoro per il Barsanti e Matteucci.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Siate il modello di voi stessi&#8221;: De Rosa e la forza della comunicazione non verbale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 09:34:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studenti del Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci protagonisti di un incontro che ha scardinato pregiudizi e ridefinito il concetto stesso di comunicazione. Ospite d&#8217;eccezione lo scrittore e giornalista Federico De Rosa, che insieme a due studenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-path-to-node="1">Gli studenti del Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci protagonisti di un incontro che ha scardinato pregiudizi e ridefinito il concetto stesso di comunicazione. Ospite d&#8217;eccezione lo scrittore e giornalista <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="46">Federico De Rosa</b>, che insieme a due studenti autistici non verbali provenienti da un altro istituto, ha dato vita a un dialogo di rara intensità. Un incontro che non ha avuto bisogno di voci sonore per farsi sentire, ma che ha vibrato attraverso la forza del pensiero e della tecnologia. In un’epoca dominata dalla velocità e dal rumore, la palestra del Liceo ha adottato un ritmo lento, quasi meditativo. Ma non si è trattato di un vuoto: è stato il tempo necessario affinché la profondità prendesse forma. Gli studenti del liceo hanno posto domande su ogni aspetto dell&#8217;esistenza — dal giornalismo al lavoro, dalla scuola fino ai massimi sistemi — e la risposta è arrivata attraverso lo schermo di un PC. La domanda veniva digitata, e poi, uno alla volta, De Rosa e i suoi compagni rispondevano scrivendo. Un processo che ha trasformato l&#8217;attesa in rispetto, permettendo ai ragazzi del Barsanti e Matteucci di ascoltare con gli occhi e con il cuore. Il cuore pulsante della conferenza è stato il messaggio di De Rosa sul senso della vita. Lungi dall&#8217;essere una lezione accademica, è stato un invito prepotente all&#8217;auto-accettazione. &#8220;Non cercate di assomigliare agli altri &#8211;  ha sottolineato De Rosa -. Il modello di vita deve essere se stessi&#8221;. Lo scrittore ha parlato dell&#8217;importanza di amarsi profondamente, esortando i giovani a eliminare le &#8220;zavorre&#8221; — quel superfluo che spesso ci distrae dall&#8217;essenziale — per imparare a godersi la vita per ciò che offre, senza filtri o maschere. Un richiamo alla libertà individuale che ha visibilmente emozionato la platea, colpita dalla lucidità di chi vive in una condizione di apparente isolamento comunicativo ma possiede una visione del mondo limpidissima. L&#8217;evento è stato fortemente voluto dalla dirigente scolastica Silvia Barbara Gori e organizzato dalla professoressa Daniela Elicio, Funzione Strumentale BES dell’istituto, con l&#8217;obiettivo di abbattere le barriere della percezione sulla disabilità. L&#8217;entusiasmo e il coinvolgimento degli studenti hanno dimostrato che, quando il messaggio è autentico, non servono grida per arrivare a destinazione. Gli alunni del Barsanti e Matteucci sono usciti dall&#8217;aula con una consapevolezza nuova: la felicità non è una formula standard, ma un percorso personalissimo che inizia dal coraggio di essere, semplicemente, se stessi.</p>
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		<title>Più di un numero sul braccio: il nostro viaggio sul Treno della Memoria</title>
		<link>https://www.liceobarsantimatteucci.it/piu-di-un-numero-sul-braccio-il-nostro-viaggio-sul-treno-della-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 08:34:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;anno è stato proposto alle scuole un progetto molto importante da parte della Regione Toscana a cui il nostro liceo ha aderito. Sono stati scelti nove ragazzi che rappresentassero la nostra scuola in questo viaggio della memoria:  Allegra Caccia VA, Lorenzo Serafini VA, Anna Cervelli V B Gregorio Giannecchini VC, Sofia Favazza VC, Sami Bertilotti VF, Tommaso Balloni VG, Leonard Poka VG, Giulia Cerù VI, accompagnati dal professore Sergio Nacinovich. Il progetto nasce dall’idea di Ugo Caffaz che nel 2002 fece partire la prima edizione organizzata dalla Regione Toscana; in questi 24 anni ha mantenuto vivo l’impegno di diffondere la memoria tra le generazioni più giovani, facendo sì che la coscienza storica della Shoah non andasse persa. Dopo l’interruzione dovuta al Covid19 nel marzo scorso abbiamo avuto l’opportunità di salire a bordo come rappresentanti del nostro liceo. Partendo simbolicamente dal binario 16 della Stazione di Santa Maria Novella – binario da cui partivano i convogli diretti ai campi durante le deportazioni degli anni 40 – il 23 Marzo abbiamo iniziato il nostro viaggio che sarebbe durato 18 ore, ore che ci hanno permesso di iniziare a conoscerci. Già durante la prima serata è iniziato il nostro percorso di sensibilizzazione grazie ad un laboratorio organizzato da associazioni che promuovono l’antifascismo da tanti anni. (tra cui ANFIM, Associazione nazionale famiglie italiane martiri, ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia). Nei giorni successivi siamo stati guidati all’interno dei complessi di Auschwitz I e II-Birkenau dove inoltre abbiamo avuto l’onore di partecipare a commemorazioni proposte dalle delegazioni presenti; momenti di forte impatto e coinvolgimento. Il Treno della Memoria non è un semplice viaggio ma un percorso che accompagna i partecipanti tramite varie esperienze, sia in preparazione alla partenza che durante il viaggio, nello sviluppo di una coscienza più profonda e evoluta che poi si tenterà di diffondere tramite attività di restituzione. vissuto. In particolare, la nostra delegazione, formata da circa 500 membri, ha avuto il piacere di assistere ad un’intervista delle sorelle Bucci e anche ad un concerto di musica romanì. Oltre alle visite ai campi di concentramento abbiamo anche visitato la città e il ghetto ebraico di Cracovia, con le sue sinagoghe. Questa iniziativa, pensata in particolare per le scuole, risulta particolarmente efficace dal momento che ci mette nella condizione di condividere le nostre impressioni e sensazioni all’interno di un gruppo ampio e motivato, spronando inoltre la creazione di relazioni interpersonali. Ripensando a ciò che abbiamo vissuto e ascoltato, mi rendo conto che l’incontro con le sorelle Bucci non è stato soltanto un momento di approfondimento storico, ma un’esperienza capace di lasciare un segno profondo. La loro testimonianza ci ha mostrato quanto la memoria non sia un semplice ricordo del passato, ma un impegno che riguarda il presente e il futuro, essa non serve solo a ricordare ciò che è accaduto, ma a riconoscere i segnali dell’odio quando iniziano a riemergere, spesso in forme sottili. E ci hanno ricordato che il silenzio, l’indifferenza o la superficialità possono essere pericolosi quanto la violenza stessa. Porto con me l’immagine di Andra che, con estrema semplicità, ci mostra il numero tatuato sul braccio e poi, un attimo dopo, scherza sulla sorella che non la chiama mai. In quel gesto c’è tutto: il dolore, la sopravvivenza, la vita che continua nonostante tutto. È forse questa la lezione più grande che ci hanno lasciato: che la memoria non è solo un dovere, ma anche un atto d’amore nei confronti di chi non è tornato e verso chi verrà dopo di noi. Ed è per questo che, tornando a casa, mi sono reso conto che la frase “La vita è bella” non è solo un titolo o un messaggio di speranza: è un impegno, un impegno a difendere la dignità umana, a riconoscere i segnali dell’odio quando iniziano a insinuarsi nella società, a non restare indifferenti.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Leonard Poka VG</strong></em></p>
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		<title>Oltre il muro dell&#8217;indifferenza: gli studenti del Barsanti e Matteucci dentro il carcere di Lucca</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La libertà non è un concetto scontato, e capirlo significa a volte dover guardare da vicino chi l’ha perduta. È questo il senso profondo del progetto &#8220;Dietro le sbarre&#8221;, l’iniziativa promossa dalla Caritas a cui il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La libertà non è un concetto scontato, e capirlo significa a volte dover guardare da vicino chi l’ha perduta. È questo il senso profondo del progetto &#8220;Dietro le sbarre&#8221;, l’iniziativa promossa dalla Caritas a cui il Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci aderisce con convinzione ormai da anni. Protagonisti di questa edizione sono stati gli studenti delle classi VA e VF, guidati dai professori Eleonora Prayer ed Emiliano Colombi. Il progetto non si è limitato a una semplice visita, ma ha rappresentato un vero percorso di consapevolezza. In una prima fase preparatoria, gli alunni hanno incontrato in classe Rachele Franceschi, operatrice della Caritas, che ha illustrato la complessa situazione delle carceri italiane, fornendo dati e contesti necessari per superare i pregiudizi che spesso circondano il mondo della detenzione. Il momento culminante è stato però l’ingresso nella casa circondariale San Giorgio di Lucca. Un’esperienza forte, che ha permesso ai ragazzi di varcare quella soglia che separa la città libera dal mondo &#8220;chiuso&#8221;. Accolti dalla Direttrice della struttura, gli studenti hanno potuto conoscere l&#8217;articolata macchina organizzativa che ruota attorno al detenuto. Non solo la Polizia Penitenziaria, garante della sicurezza, ma tutto il personale che opera per il fine rieducativo della pena: medici, infermieri, psicologi ed educatori. Un coro di voci che ha spiegato come il carcere non debba essere solo un luogo di punizione, ma uno spazio di cura e di possibile reinserimento sociale. Il momento più toccante dell’intera giornata è stato il confronto diretto con chi il carcere lo vive quotidianamente. I detenuti hanno aperto il loro mondo agli studenti, raccontando senza filtri la durezza della vita privata della libertà, la nostalgia per gli affetti e la difficoltà di ricostruire un’identità dietro le sbarre. A rendere ancora più tangibile l&#8217;esperienza è stata la visita ad alcune celle. Osservare quegli spazi angusti e le dinamiche della routine carceraria ha permesso ai giovani visitatori di comprendere appieno il peso del tempo e della reclusione. Il Liceo Barsanti e Matteucci conferma così la sua vocazione di scuola aperta al sociale, capace di stimolare nei propri ragazzi un pensiero critico e una sensibilità civile fuori dal comune. Un ringraziamento speciale va alla comunità del San Giorgio e alla Caritas per aver permesso, ancora una volta, di abbattere — almeno per un giorno — i muri del pregiudizio.</p>
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		<title>Giro d&#8217;Italia della solidarietà e la scuola si illumina per la pace</title>
		<link>https://www.liceobarsantimatteucci.it/giro-ditalia-della-solidarieta-e-la-scuola-si-illumina-per-la-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 05:44:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Liceo scientifico Barsanti e Matteucci ha aderito con entusiasmo al progetto della &#8220;Lampada della Pace&#8221;, un’iniziativa di alto valore civico promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.liceobarsantimatteucci.it/giro-ditalia-della-solidarieta-e-la-scuola-si-illumina-per-la-pace/">Giro d&#8217;Italia della solidarietà e la scuola si illumina per la pace</a> proviene da <a href="https://www.liceobarsantimatteucci.it">Liceo Barsanti e Matteucci</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Liceo scientifico Barsanti e Matteucci ha aderito con entusiasmo al progetto della &#8220;Lampada della Pace&#8221;, un’iniziativa di alto valore civico promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace e dalla Fondazione PerugiAssisi. L&#8217;evento, che attraversa l&#8217;Italia in concomitanza con il Giro d&#8217;Italia, assume quest&#8217;anno un significato ancora più profondo: ricorre infatti l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, simbolo universale di fratellanza. In un contesto internazionale purtroppo segnato da forti tensioni e conflitti, la nostra scuola sceglie di farsi portavoce di un messaggio di speranza e diplomazia. Ecco gli eventi che interessano il nostro istituto: il 14 maggio la prof.ssa Lara Casadio, accompagnata da una delegazione rappresentativa di studenti, si recherà presso l&#8217;Istituto Comprensivo di Torre del Lago per il ritiro della Lampada. Il simbolo della pace farà quindi il suo ingresso ufficiale nel nostro Liceo. Dal 15 al 18 maggio la Lampada della Pace sosterà presso il Liceo Barsanti e Matteucci. Potrebbe essere un&#8217;occasione, per chi volesse, di affrontare con gli studenti momenti di riflessione e approfondimento sui temi dei diritti umani. Il 18 maggio alle ore 10 i rappresentanti di tutte le classi si recheranno in Piazza Mazzini, accompagnati da una piccola delegazione di docenti. In questo luogo, il nostro Liceo si unirà agli altri istituti di Viareggio per un momento collettivo di solidarietà e condivisione, ribadendo l&#8217;impegno dei giovani verso la costruzione di un futuro non violento. I docenti in orario nelle classi coinvolte sono invitati a favorire la partecipazione dei rappresentanti e a stimolare il dibattito sui temi proposti durante i giorni di permanenza della Lampada. Si ringrazia l&#8217;intera comunità scolastica per la consueta collaborazione e per la sensibilità che verrà dimostrata verso questa importante iniziativa.</p>
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		<title>Sulle tracce dei pellegrini: il Liceo Barsanti e Matteucci riscopre i simboli della Francigena</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2026 18:07:12 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una vera e propria immersione nel passato quella che ha visto protagonisti gli studenti delle classi terze del Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci. Dopo la prima tappa di ottobre a Camaiore, i ragazzi infatti si sono diretti a Lucca per il secondo appuntamento del progetto &#8220;La Via Francigena: i simboli del cammino&#8221;, un’iniziativa ideata e coordinata dalla Prof.ssa Eleonora Prayer. Nonostante l’incognita del tempo, l’entusiasmo non è mancato. Il primo gruppo, formato dalle sezioni IIIB, IIID e IIIG, ha sfidato le strade del centro storico con un percorso itinerante lungo le possenti mura medievali. L&#8217;obiettivo? Una &#8220;caccia al tesoro&#8221; culturale alla ricerca dei luoghi e dei simboli che, per secoli, hanno guidato i pellegrini diretti a Roma. Il cammino si è concluso solennemente all&#8217;interno della Cattedrale di San Martino, dove gli studenti hanno potuto ammirare da vicino il Volto Santo, il crocifisso ligneo simbolo della cristianità lucchese nel mondo. Per il secondo gruppo, composto dalle classi IIIA, IIIC e IIIH, le cattive condizioni meteo hanno imposto un cambio di programma che si è rivelato altrettanto affascinante. Gli studenti si sono concentrati sui tesori architettonici e museali della città, visitando la Cattedrale, il Museo Diocesano e la suggestiva Chiesa dei SS. Giovanni e Reparata. Qui, la discesa negli scavi archeologici ha permesso ai ragazzi di camminare letteralmente sopra la storia, osservando le stratificazioni romane e altomedievali della città. Il progetto si conferma un’eccellenza didattica capace di legare la teoria dei libri alla ricchezza del territorio toscano. Ad accompagnare e guidare i giovani &#8220;pellegrini&#8221; in questa giornata di scoperta sono stati i docenti Eleonora Prayer, Emiliano Colombi, Barbara Bianchi, Silvia Alessi, Daniela Elicio e Anna Maccari.</p>
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		<title>Pisa, i segreti della fede e del marmo: il viaggio delle classi seconde tra arte e teologia</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 15:59:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studenti delle classi IIA, IIB e IIH hanno vissuto una giornata straordinaria alla scoperta delle radici storiche e spirituali del territorio pisano, partecipando al progetto didattico &#8220;Storia della chiesa locale e teologia dell&#8217;arte&#8221;. L’iniziativa, ideata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-path-to-node="1">Gli studenti delle classi IIA, IIB e IIH hanno vissuto una giornata straordinaria alla scoperta delle radici storiche e spirituali del territorio pisano, partecipando al progetto didattico &#8220;Storia della chiesa locale e teologia dell&#8217;arte&#8221;. L’iniziativa, ideata e coordinata dalla professoressa Eleonora Prayer, ha trasformato la celebre Piazza dei Miracoli in un’aula a cielo aperto. Attraverso una &#8220;lezione itinerante&#8221;, i ragazzi non si sono limitati ad ammirare l&#8217;estetica della Torre o del Duomo, ma hanno analizzato il complesso monumentale sotto una lente multidisciplinare, intrecciando l&#8217;architettura con la teologia e la storia dell&#8217;arte. Il cuore dell&#8217;uscita didattica è stata l’analisi del legame profondo tra la struttura urbana e la fede della comunità. Oltre alla tecnica costruttiva del romanico pisano, gli alunni hanno infatti approfondito: il significato spirituale nascosto nelle geometrie della Piazza, il racconto della nascita della prima comunità cristiana a Pisa e quel mix affascinante di fede e tradizione popolare che circonda le vite dei santi e la costruzione dei monumenti. Ad accompagnare e guidare gli studenti in questa immersione culturale è stato un team di docenti composto da Eleonora Prayer, Gianmarco Apollonio, Barbara Bianchi e Rosaria Perrino, che hanno supportato i ragazzi nella comprensione di un patrimonio che tutto il mondo invidia, ma che spesso nasconde segreti accessibili solo a uno sguardo attento e preparato. L&#8217;esperienza ha confermato quanto sia prezioso il contatto diretto con il territorio: la storia non è rimasta chiusa tra le pagine dei libri, ma ha preso vita tra i vicoli e i colonnati di una Pisa mai così vicina al cuore degli studenti.</p>
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		<title>Quando la Versilia era il Centro del Mondo: una serata per rivivere gli &#8220;Anni Ruggenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 15:50:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«La Versilia degli anni ruggenti», ovvero una serata dedicata a eventi, storie, aneddoti e curiosità dal Dopoguerra agli anni 70. L’evento, organizzato dall’associazione culturale “Amici del Barsanti e Matteucci”, si terrà il 6 maggio a partire dalle 18 all’hotel Palace. «Era la Versilia degli anni ruggenti – si legge in una nota dell’associazione -, gli anni che vanno dalla fine della Seconda guerra mondiale a tutti gli anni 60. Il periodo in cui il nostro territorio rappresentava il baricentro attorno al quale ruotavano le più importanti iniziative di carattere culturale, artistico, dello spettacolo e dello sport in Italia. Alla Bussola e alla Capannina si esibivano le più importanti star italiane ed estere dell&#8217;epoca: da Mina a Marlene Dietrich, da Renato Carosone a Tom Jones, da Gino Paoli a Charles Aznavour tanto per citarne alcune. A Viareggio e in Versilia – continua la nota &#8211; soggiornavano  personaggi quali Moravia, Ungaretti, Monicelli e Pasolini che potevi incontrare al Gran Caffe Margherita o all&#8217; Hotel Palace. Nel mare davanti al litorale versiliese sfrecciavano i bolidi del mare per la più importante gara di motonautica europea quale era la Viareggio-Bastia-Viareggio». E ancora, continuano dall’associazione culturale: «Al circolo del tennis in Pineta potevi vedere avvincenti incontri far i più grandi tennisti del mondo: Pietrangeli e Emerson, Panatta e Nastase ,  Tiriac e Barazzuti. Allo stadio si svolgeva un meeting dove correva Mennea e Andrei batteva il record del mondo di lancio del peso. Alla Capannina del Marco Polo nasceva il festival della canzone Italiana poi diventato festival di Sanremo. Ambientati su questo litorale – sottolineano &#8211; si giravano importanti film della commedia Italiana quali Una Vita difficile, Frenesie dell&#8217;estate e Guendalina, con attori del calibro di Alberto Sordi, Vittorio Gasmann, Raf Vallone e Lea Massari. Grandi Star come Stefania Sandrelli, partendo da Viareggio scalava le vette del cinema internazionale». Riflettendo su questi fatti all’ Associazione Amici del Liceo Scientifico è venuta l&#8217;idea di organizzare questo incontro. L&#8217;evento si sviluppa in un dialogo fra Massimo Mazzolini (Giornalista di NOITV) e Adolfo Lippi (Scrittore, giornalista e ex regista televisivo) e sarà l&#8217;occasione per rivivere le storie e gli aneddoti che hanno attraversato quel periodo. «Un esempio è rappresentato proprio da Adolfo Lippi che, partendo dal nostro litorale è divenuto un  regista  televisivo di importanti programmi della Rai. La speranza – concludono dall’associazione &#8211; è che la Versilia possa ritornare ad essere il baricentro del movimento culturale, artistico e sportivo, come lo è stata per molti anni e che questo  incontro possa contribuire a stimolare  i giovani ed i politici che guideranno la Versilia nei prossimi anni ad impegnarsi fortemente  in questo senso».</p>
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		<title>Marco Malvaldi conquista gli studenti: un viaggio dal BarLume alla scienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 13:29:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 21 aprile lo scrittore Marco Malvaldi è stato ospite della nostra Scuola nell’ambito del progetto &#8220;A colloquio con l&#8217;autore&#8221;, promosso dalla professoressa Simona Ascani e dal professor Benedetto Pennato. Un incontro vivo, stimolante e divertente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Martedì 21 aprile lo scrittore Marco Malvaldi è stato ospite della nostra Scuola nell’ambito del progetto &#8220;A colloquio con l&#8217;autore&#8221;, promosso dalla professoressa Simona Ascani e dal professor Benedetto Pennato.<br />
Un incontro vivo, stimolante e divertente in cui i ragazzi hanno potuto fare domande all’autore su curiosità legate al suo ultimo romanzo del BarLume (&#8220;Piomba libera tutti&#8221;, Sellerio 2025) e sul lavoro dello scrittore, ma in cui si è parlato anche di chimica, musica e intelligenza artificiale.<br />
Nella prima parte dell&#8217; anno è stato invece ospite Michele Cecchini, altro autore toscano contemporaneo e in piena attività, che si è confrontato con gli studenti sul suo romanzo &#8220;E questo è niente&#8221;, Bollati Boringhieri 2021.<br />
Il progetto &#8220;A colloquio con l&#8217;autore&#8221; ha proposto a singole classi, per il tramite delle rispettive docenti di Lettere, una sorta di gruppo di lettura, nel quale i ragazzi hanno avuto modo di maturare le loro riflessioni sul libro e confrontarsi con compagni, docenti e, soprattutto, con l&#8217;autore stesso. Le classi coinvolte sono state 1A, 2C, 2E, 2H, 3A, 3B, 3H, 4A, 4D, 5G, 5H, 5I con le loro insegnanti Prof.sse Silvia Alessi, Simona Ascani, Daniela Elicio, Laura Pasquali, Chiara Pellegrini, Chiara Sacchetti e Chiara Taviani.</p>
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